Capitolo 1
PRIMO INCONTRO

Posted by in IL CANTO DELLE SIRENE

Si erano conosciuti a Punta Cannone nel nord della Sardegna. Cinzia e Marco si erano iscritti ad un corso di vela, tenuto da Riccardo, un velista molto giovane, ma promettente. Riccardo aveva già al suo attivo il superamento di un corso internazionale di alta scuola, tenutosi in Inghilterra, e la successiva partecipazione ad alcune gare, in cui si era segnalato come velista di sicuro avvenire. Sulla base di tali referenze era stato incaricato dal circolo nautico di Punta Cannone come maestro per gli esordienti. Faceva scuola a una decina di velisti principianti o alle prime armi. Dopo una settimana passata a veleggiare sullo splendido mare vicino a Palau, nonchè di vita in comune, in tenda ed a mensa, Cinzia, Marco e Riccardo erano appena conoscenti ma erano diventati un pò amici a seguito di un fatto occasionale: Riccardo al termine del corso doveva restare ancora un giorno per dare le consegne e chiudere tutte le attrezzature nell’apposito deposito, visto che con la seconda settimana di settembre chiudeva la scuola di Punta Cannone. Cinzia e Marco a loro volta dovevano fermarsi ancora un giorno per vedere altri amici che li dovevano raggiungere nella vicina Maddalena. Fu dunque nella serata di quell’ultimo giorno che terminata ormai la scuola di vela,  si trovarono insieme per cenare, visto che erano rimasti soltanto loro tre. Riccardo, a cena, dal momento che non rivestiva più il ruolo di maestro, confessò che era stanco morto e con tutta probabilità non ce l’avrebbe fatta a resistere alla fatica di un altro turno settimanale, visto che era stato impegnato già per tutta l’estate.

Parlando poi degli interessi per il mare e per la vela, venne fuori che loro tre erano tutti toscani, Riccardo di Livorno, Cinzia di Firenze e Marco di Arezzo, che avevano all’incirca la stessa età e che frequentavano dei licei  di Firenze, con studi simili ma indirizzi diversi. Ma ciò che veramente li accomunava e di cui parlarono tutta sera fu l’interesse che tutti avevano coltivato per le letture, a partire da quelle fatte da ragazzi. Parlarono quindi dei libri che li avevano colpiti di più, da  “I ragazzi della via Pal” a  “Robinson Crusoè”, e poi dei classici della letteratura americana, da Hemingway a Kerouac, ai classici russi, da Dostoievski  a Nicolai Gogol, dai prestigiosi autori europei, a cominciare da Camous a Bertold Breck, per finire con gli autori italiani, troppo numerosi anche a voler citare solo i principali. Secondo i commenti dei tre ragazzi, sembrava chiaro che con la lettura di questi Autori e di tanti altri che ne avevano seguito le orme era nato in loro probabilmente un comune modo di sentire, durante la loro adolescenza, vissuta nel periodo del tardo dopoguerra. Secondo Cinzia poi, che condivideva questa idea, le ragazze tramite queste letture oltre a conoscere meglio la società in cui vivevano, avevano avuto modo di capire un pò più chiaramente i ragazzi, perchè, disse, a prima vista potrebbe sembrare che abbiano  desideri ed aspettative simili, laddove invece a osservarli meglio sono molto diversi tra loro e la differenza è tutta nel minore o maggiore impegno che mettono nel voler raggiungere i loro obiettivi. Cosa che del resto può dirsi anche delle ragazze, disse Riccardo, solo che negli impegni e negli interessi le ragazze sembrano sempre un pò riservate e misteriose. 

Contestando allegramente questa affermazione Cinzia disse che le sue scelte al presente erano sempre state chiare e lineari, stava facendo il classico per poi iscriversi a Filosofia, con l’intenzione di insegnare, visto che in Italia è impensabile  fare ricerca di antropologia o su analoghe discipline più avanzate. Laddove invece a lei sarebbe piaciuto fare delle ricerche per trovare tutte le strade che avvicinassero di più il mondo degli uomini a quello delle donne. Allora Marco, quasi ridendo per la singolarità delle scelte di Cinzia, aggiunse che anche lui aveva pensato di fare antropologia o scienze naturali, ma che avrebbe optato per la facoltà di Scienze Politiche per le stesse difficoltà esposte da Cinzia. Ma non per gli stessi scopi, visto che lui si prefiggeva di seguire l’indirizzo di Scienze dell’organizzazione aziendale e del lavoro. E tu cosa pensi di fare? chiese Cinzia a Riccardo. “Ma, io frequento il liceo artistico, perchè sono molto interessato alle arti plastiche ed in generale a tutte le forme di arte sia del Rinascimento italiano,  che di quelle proprie dei popoli primitivi,  ma ora mi è capitata questa occasione di lavorare in una scuola di vela e ho già un’altra offerta di lavoro per una scuola del Trasimeno, dove la vela si pratica anche in autunno ed in primavera ed in verità sono un pò perplesso su quale strada scegliere e sulla possibilità di conciliare queste due cose, che corrispondono ai miei maggiori interessi. Per il mio futuro non credo di avere le idee molto chiare, ma mi vedo bene in una attività all’aria aperta, fosse anche soltanto per lavorare in un piccolo laboratorio mio, oppure in settori di ricerche archeologiche o in una organizzazione sportiva,  come ho fatto adesso.”

Era un ragazzone alto e robusto, di carnagione  chiara e  tutto l’ insieme del suo aspetto testimoniava di una vita passata all’aria aperta. Da ragazzo, a Livorno, aveva praticato molti sports, ma sempre in maniera libera e spensierata, in mezzo agli amici, con i quali, all’Ardenza, andava a nuotare o a pescare. Erano capaci di passare anche intere giornate sugli scogli, o negli anfratti della costa, per sorprendere dei piccoli granchi o dei gamberi di scoglio, a loro volta occupati in piccole gherminelle a scapito di altri animaletti. In quelle occasioni era ritenuto spesso un piccolo capo pattuglia, perchè era più alto e più robusto degli altri, ma anche perchè aveva del vero entusiasmo per la pesca, di cui conosceva tutte le piccole astuzie ed i posti più adatti per pescare. In famiglia, invece, con i suoi numerosi fratelli e sorelle, più che a studiare non pensava che ad organizzare furiose partitelle di pallone o di calcetto. Nello studio, però, si era sempre comportato in modo serio ed organizzato.  Teneva i quaderni in ordine e con la stessa meticolosità seguiva le lezioni ed era attento in classe. Ci teneva soprattutto a non deludere i suoi genitori, perchè era consapevole dei sacrifici che facevano per mandare avanti la famiglia, come si diceva a quei tempi.

Ma Cinzia, sempre curiosa, aveva avuto l’impressione che fossero i ragazzi ad avere le idee non proprio chiarissime sul proprio futuro e quindi chiese a Marco cosa in concreto si prefiggesse di fare come lavoro, dopo l’università.

“Se mi chiedi cosa farò veramente, non posso saperlo. Sai bene come vanno le cose in Italia. Che cosa mi piacerebbe di fare neppure mi è chiarissimo, perchè quello che mi interessa studiare ed approfondire al momento è un argomento troppo vasto, non è detto quindi che mi si presenti l’occasione per trovare un lavoro. Cerco di spiegarmi meglio: io sono sempre stato molto colpito dalla disorganizzazione che esiste nel nostro paese e dall’approssimazione con cui si fanno le cose, sia nel mondo del lavoro che nell’organizzazione della società, cioè nella politica. A proposito del lavoro ad es. ho già letto le teorie del Tailorismo, con le quali si studiano i tempi ed i metodi più pratici per organizzare il lavoro nonchè la teoria delle relazioni umane, dovuta ad Hume, con la quale non si considera l’attività umana simile a quella di una macchina, ma si vuol valorizzare le capacità globali dell’individuo e la sua tendenza a lavorare in un gruppo. Questo perchè in tal modo si favorisce l’intesa tra le persone e si tende a far si che tutti si occupino di un intero processo produttivo, dall’inizio al prodotto finito. Mi risulta che entrambi questi metodi possano essere considerati sorpassati, ma mi sembra di capire che la realtà che si vive in tutti i posti di lavoro è sempre piuttosto confusa, in quanto di solito deriva non da un progetto chiaro e razionale ma dall’improvvisazione e dalla fantasia (di solito scarsa), dell’imprenditore o dei suoi collaboratori. Vorrei quindi approfondire con i miei corsi universitari l’argomento, per contribuire a far chiarezza in questo settore, in cui mi pare di capire che i problemi di fondo vadano dalle relazioni sindacali alla preparazione di una migliore classe dirigente, sia tra i datori di lavoro che nel mondo della politica. Non è il caso di parlarne ora, perchè sarebbe un discorso lungo, ma credo di avere già delle buone idee sul modo in cui si potrebbero migliorare i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori e quindi creare un clima più sereno e costruttivo, nell’interesse di tutti.”

Questo strano discorso, che trovava gli altri piuttosto impreparati, destò una certa curiosità nei nuovi amici e si ripromisero perciò di tornarci su quando avessero fatto alcune esperienze lavorative concrete, visto che tutti aspiravano ad inserirsi quanto prima nel mondo del lavoro.   

Cinzia, a sua volta, aveva trascorso un’infanzia serena e tranquilla in una famiglia abbastanza agiata, e quindi buona parte del suo tempo era spesa tra le passeggiate e le gite con i suoi cari e in seguito con le sue amiche, tra Firenze e le colline circostanti. Era molto amante della lettura e molto riflessiva, ma amava anche vivere all’aria aperta , soprattutto in campagna, dove abitavano parecchi dei suoi amici.

 Dopo analoghi interessanti scambi di idee, a Marco e Cinzia venne in mente che l’indomani mattina, in attesa di altri amici (che sarebbero arrivati nel corso del pomeriggio), avrebbero potuto fare un bagno insieme, come fecero, salvo Riccardo che ad un certo punto dovette salutarli per dedicarsi al deposito delle attrezzature. Cinzia e Marco ebbero modo così di scambiarsi le proprie impressioni sul loro maestro di vela, di cui erano entusiasti. Fecero poi qualche progetto per i giorni successivi. Si rividero infatti alla Maddalena, anche perchè la vita turistica e balneare si svolgeva per lo più intorno al porticciuolo dell’isola. Marco  trovava Cinzia, oltre che bella e slanciata, anche affascinante per l’aria sempre allegra e nello stesso tempo un pò misteriosa che aveva. Però non poteva nascondersi il fatto che per i suoi gusti la ragazza tendeva a voler parlare un pò troppo spesso di Riccardo, il che lo imbarazzava un pò perchè non riusciva a capirne la ragione, visto che si erano appena conosciuti. Forse, si era detto, deve essere la solita infatuazione delle ragazze per i maestri di bell’aspetto.

Cinzia a sua volta era rimasta molto impressionata dall’aspetto e dal modo di  fare dei suoi nuovi amici, che sembravano molto diversi dagli amici di Firenze, ancora troppo dediti ai giochi ed agli interessi di ragazzi, quali l’ascoltare canzonette e partecipare ai concerti delle band preferite, vedere le partite di calcio e cose simili. Riccardo poi l’aveva colpita particolarmente perchè sebbene ventenne si era già assunto delle responsabilità, e, sebbene così giovane, progettava il futuro in termini concreti.  Nello stesso tempo però era una persona allegra e disponibile, sempre pronta ad aiutare i suoi allievi in momenti di difficoltà ed a capire i loro piccoli problemi. In una parola, sembrava una persona matura e semplice al tempo stesso, con un carattere aperto e solare.

Alla stesso tempo Marco le piaceva, perchè era un ragazzo serio e insieme allegro, capace di cogliere gli aspetti comici delle situazioni ed a fare divertire gli amici del gruppo. Era un ragazzo bruno, molto alto e robusto, aveva un sorriso affascinante, un pò timido ma sempre franco e sincero. Infatti si trovò subito bene con gli amici di Cinzia ed anche nei giorni seguenti si trovarono insieme per organizzare partite di volley e gare di tuffi. Memorabile nel gruppo rimase la corsa delle lumache, organizzata da Marco, per la quale si dovevano trovare le lumache, tracciare un percorso di gara, mettere le concorrenti in pista e poi incitarle a non deviare dalla meta, allettandole con foglie di lattuga e simili, ovviamente tra risate e prese in giro perchè le lumache, come si può immaginare, non seguivano docilmente gli incitamenti dei propri allenatori.

Passarono così alcuni giorni sereni e anche felici, come quelle volte in cui fecero delle gite per visitare le splendide Santa Maria, Spargi e Budelli, perle dell’Arcipelago della Maddalena. Poi tutti dovettero ritornare alle loro occupazioni normali a Firenze. per riprendere I loro corsi di studio, di cui frequentavano l’ultimo anno.

Ma a tutti rimase per lungo tempo il ricordo sfumato del ritmo delle onde e dello stridio dei gabbiani, frammisti ai sibili e al silenzio del vento, tra i quali sembrava di udire il dolce canto delle sirene.

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