Capitolo 2
L’AMORE GIOVANE:
il primo amore

Posted by in IL CANTO DELLE SIRENE

Riccardo tornò dapprima a Livorno, per rivedere I suoi  ed anche per chiarirsi le idee su quale decisione dovesse prendere per il suo immediato futuro. Poteva infatti scegliere di dedicarsi interamente alle vela, e quindi accettare l’incarico di maestro di vela presso la scuola del Trasimeno, con corsi che cominciavano ad ottobre. Oppure poteva frequentare l’ultimo anno di liceo artistico a Firenze e posticipare il suo impegno per i corsi di vela.

Non si nascondeva il fatto che quello della vela, anche se affascinante per la vita all’aria aperta che offriva era di fatto un mestiere duro, che presupponeva  levatacce per molti giorni alla settimana, uscite in barca sia la mattina che il pomeriggio e tutta un’attività pratica relativa ai corsi teorici e pratici da tenere, nonchè la responsabilità di curare l’attrezzatura e la manutenzione delle barche. D’altra parte non aveva le idee chiare su quali possibilità concrete gli poteva offrire il diploma di arte, salvo il fatto  notorio  di doversi assoggettare a corsi pratici di specializzazione qualsiasi fosse il campo prescelto.

Ebbe quindi la possibilità di parlarne in famiglia, in  cui  prevalse il parere che gli convenisse terminare il liceo, per scegliere poi se dedicarsi alla vela o ad un’attività di ricerca culturale.

Riccardo pensò di seguire il parere della famiglia, anche perchè si sentiva troppo giovane per  impegnarsi in un lavoro continuativo ed impegnativo, senza aver prima verificato se gli studi artistici non gli potessero garantire a loro volta un lavoro all’aria aperta, come ad es. nei campi scuola di archeologia.   Non si nascondeva poi il fatto che, a parte gli amici che aveva conosciuto nel suo soggiorno fiorentino, a Firenze avrebbe potuto rivedere Cinzia, che gli era sembrata un pò un’anima gemella, per quel poco che aveva capito dai suoi discorsi e dal suo comportamento durante la scuola, in quanto amante a sua volta del mare, della vita all’aria aperta e dello sport.   

Quanto alla vela, aveva pensato che prima di riprendere il suo corso a Firenze, avrebbe potuto discuterne con I responsabili della scuola di vela, allo scopo di verificare la possibilità di ottenere soltanto l’incarico di un paio di corsi settimanali in autunno ed un’altro paio nella primavera dell’anno successivo. Questo per poter frequentare l’ultimo anno di liceo, ma anche per non perdere del tutto I contatti con la scuola di vela e verificare meglio la possibilità di impegnarsi in seguito a tempo pieno. 

Così, tornato a Firenze si mise immediatamente in contatto con la direzione della scuola di vela e potette concordare con essa un suo impegno ridotto per I corsi autunnali.  Con altrettanta determinazione dopo qualche giorno pensò bene di telefonare a Cinzia, per la quale sentiva un forte sentimento di amicizia, ma, più che amicizia, di fratellanza di sentimenti e di interessi per la vita libera ed all’aria aperta. Cinzia fu molto lieta di sentire la sua voce ed aderì di buon grado alla sua richiesta  di vedersi. Passarono quindi insieme un piacevole pomeriggio, nel quale non fecero che parlare di vacanze e di sport. Riccardo ebbe il piacere di notare che Cinzia nel parlargli mostrava un misto di ammirazione e di affetto, come con un vecchio  amico con il quale si potesse parlare a cuore aperto e senza reticenza alcuna. Rimase affascinato da tale candore e franchezza ed a sua volta si sentì portato a confidarle il desiderio di voler impegnare la sua vita in attività  sportive o di ricerca, insieme a persone giovani e piene di interessi, sportivi o culturali, magari aiutato da una compagna che a sua volta amasse lo sport, la vita e le attività all’aria aperta. 

 Dopo il primo incontro, poi, sentì che in lui era nato un sentimento nuovo, una grande gioia che gli scaldava il cuore. come un tonico che gli faceva moltiplicare la sua energia e gli dava la forza di superare qualsiasi ostacolo.

Capiva che Cinzia aveva apprezzato le sue idee e che aveva fiducia in lui. Questo lo incoraggiava ad impegnarsi per I suoi progetti ma allo stesso tempo gli sembrava di non meritare l’aiuto e l’amicizia di una ragazza così meravigliosa.

Si riprometteva comunque di rivederla al più presto, per essere certo che Cinzia non si dimenticasse di lui. Si chiedeva cento volte al giorno se veramente avrebbe avuto la possibilità di rivederla o se il loro non sarebbe stato soltanto un incontro passeggero, come di solito avveniva per le conoscenze fatte in vacanza. 

Cinzia dal canto suo rimase colpita dalla vitalità e dall’entusiasmo di Riccardo. Trovò che non provava affatto alcuna soggezione nei suoi confronti, perchè Riccardo le si era confidato con un misto di entusiasmo e di timidezza e sentì quindi il desiderio di continuare a vederlo, per aiutarlo in quel suo disegno di costruirsi una vita attiva, sana e piena di impegni. Si rividero quindi spesso dopo quell’incontro e finirono con il raggiungere tra loro un’intesa fatta di tenerezze, complicità e desiderio di vivere una vita intensa ma basata sugli impegni  seri e positivi.

Marco a sua volta era ritornato da solo dalla Sardegna per un impegno di lavoro, ma nel ritorno sul treno si sentì vuoto e stremato, come se fosse venuto meno di colpo tutto ciò che gli dava un senso di pienezza di vita e di speranze.  Capì soltanto allora che si era innamorato per la prima volta e di una persona che per lui rappresentava molte cose, la gioia di stare insieme, la tenerezza di scambiarsi I propri pensieri segreti ed il desiderio costante di conoscersi meglio.  Aveva avuto solo un fugace innamoramento prima di allora, quando aveva 15 anni e si era invaghito della più bella della scuola, amata da almeno la metà della classe, ma sicura del suo fascino e felice soltanto di poter prendere in giro quei ragazzini innamorati. Rimase così in uno stato di stordimento per diversi giorni, meravigliato di non essersi accorto prima dei sentimenti che provava e molto confuso su quello che poteva fare.

Riandava con il pensiero continuamente a quello che si erano detti, per capire se da parte di lei ci fosse stata qualche parola di affetto che gli facesse capire che lei  mostrava un certo interesse nei suoi confronti. Ma rimaneva ancora più confuso, perchè lei gli era sembrata soltanto contenta di poter parlare e scherzare con lui, ma da buona amica. 

Si chiedeva pure se fosse il caso di telefonarle e di fissare un appuntamento, ma gli sembrava di fare una forzatura, proprio perchè  erano stati soltanto buoni amici e non c’era stato nulla di personale tra loro. Cominciò quindi a pensare di far passare un pò di tempo scrivendole una lettera, in cui descriveva quello che gli era successo, questo senza una vera intenzione di spedirla, ma soltanto per chiarirsi un pò le idee. 

Il suo temperamento lo portava infatti a pensarci troppo, sempre nel momento in cui avrebbe dovuto agire o prendere delle decisioni. Forse perchè, nato in una famiglia povera ma molto dignitosa, i suoi genitori lo avevano troppo responsabilizzato, quando era ancora ragazzo. Infatti era ancora troppo giovane e con una sorellina più piccola di lui, ma spesso era tenuto a badare alla casa da solo, perchè i grandi erano fuori a lavorare. E quindi questo fece sì che a dieci o dodici anni fosse più maturo dei suoi compagni di classe e che si abituasse a frequentare solo pochi amici, maturi come lui. Frequentando più tardi il liceo a Firenze ebbe la possibilità di avere più amici e di vivere una vita sociale più spensierata ed attiva, però conservò quel suo temperamento serio e responsabile e quella sua attenzione a non assumere delle iniziative sbagliate.

Quindi, in questa situazione, venuta a crearsi di recente, era molto incerto sulle iniziative da prendere.

 Dopo qualche giorno invece gli arrivò una telefonata da parte di Cinzia con la quale la ragazza gli chiedeva di vedersi perchè aveva cose importanti da chiedergli. Passò così un giorno di ansia, con qualche speranza e molti dubbi, in quanto non poteva credere che Cinzia avesse un vero interesse per lui e quindi per lo più era assillato dalla curiosità di sapere cosa mai frullasse per la testolina della fanciulla.

 Si rividero il giorno dopo, lei sempre splendente e sorridente come l’aveva vista la prima volta e lui teso come un buon amico, desideroso di fare il possibile per aiutarla nei suoi problemi.

 L’aiuto che lei gli voleva chiedere e le notizie che gli dava furono però una sorpresa, tale da rimetterlo nello stato di confusione che l’aveva assalito da quando l’aveva lasciata in Sardegna. Lei gli aveva detto subito che le aveva telefonato Riccardo, che si erano visti e che il buon Riccardo era stato con lei tenerissimo e le aveva chiesto se aveva piacere che si vedessero ogni tanto, per conoscersi meglio. Diceva anche che questa richiesta le aveva fatto piacere ma che nello stesso tempo non se l’era aspettata e quindi che aveva bisogno di rifletterci un pò.”Tu quindi, cosa mi consigli di fare? Io ho pensato di chiedertelo, perchè penso che tu mi conosci un pò, e quindi forse sai che non so prendere delle decisioni importanti così all’improvviso” “Quindi immagino che tu gli avrai detto che avevi bisogno di riflettere un pò sulla sua richiesta?”. “No, veramente gli ho detto che mi aveva fatto piacere di rivederlo, che la sua richiesta mi aveva preso di sorpresa ma che non mi sarebbe dispiaciuto di rivederlo e allo stesso tempo avevo anche bisogno di riflettere un pò sulla cosa.”  Marco intanto fra sè e sè si era detto che Riccardo era stato molto bravo nel fare proprio quello che lui stesso avrebbe dovuto fare, senza stare a pensarci troppo, come invece aveva fatto. Intanto però si era ripreso ed era tornato pienamente in se stesso, con la sua consueta capacità di autocontrollo e per far fronte con schiettezza e sincerità alle situazioni.  Perciò aggiunse: “Ma vedi, il fatto stesso che tu gli hai detto che lo avevi visto volentieri e che eri favorevole a rivederti con lui già ti dice quale sia il tuo stato d’animo nei confronti di Riccardo. Però non ti devi sentire impegnata e quindi pressata a dover dare delle risposte immediate. Quella di Riccardo mi pare  sia stata una richiesta corretta, che non comporta la necessità di risposte immediate e non si propone di fare su di te alcuna pressione.”

 “Io piuttosto credo che tu abbia bisogno di capire se oltre al sentire dell’amicizia per Riccardo provi anche dei sentimenti di affetto più forti. Questo forse potrai capirlo abbastanza presto, se soltanto farai un pò d’atttenzione a quello che ti succede. Mi pare di ricordare che i nostri vecchi dicevano talvolta che in questi casi la questione è molto semplice: Se prima ancora d’incontrarlo tu andrai verso di lui sorridendo, con un senso di attesa e desiderio insieme, può significare che provi dell’interesse e dell’affetto sincero, se invece ti sentirai soltanto tranquilla e soddisfatta, come quando si va con un amico o un’amica a fare una passeggiata o al cinema, vorrà dire che provi soltanto sentimenti di amicizia o di cameratismo e simili. Io poi non sono certo un grande esperto di queste cose, perchè tranne un caso di infatuazione quando ero poco più di un ragazzo non credo di essere mai stato innamorato, ma, se credi, potremmo ancora parlarne perchè, come amico, sono molto contento per te e per Riccardo e penso che se vi innamorate sarebbe la cosa più bella che vi potesse capitare.”

“Credo che tu mi abbia dato delle ottime idee, da vero amico e quindi spero che tu non faccia tanto il riservato, come hai fatto fin’ora, e che ti faccia sentire più spesso. Se vuoi potremmo anche vederci insieme, con te e con Riccardo, per organizzare anche un fine settimana al mare, visto che siamo ancora in estate.”

 “Questa idea mi piace. Anche perchè, non so se te ne sei accorta, sono rimasto molto colpito da quello che avevi detto a proposito di un tuo eventuale studio sui rapporti più stretti tra gli uomini e le donne. Io ho un interesse molto simile. Se ti ricordi, ne parlammo la sera in cui ci trovammo noi tre insieme. A proposito dei miei studi dissi che mi interessavo di organizzazione aziendale e del lavoro. Però avevo troppo abbreviato un lungo discorso. In realtà faccio questi studi per capire come funzionano le organizzazioni. E per far questo bisogna prima approfondire quali siano gli interessi degli esseri umani e come essi si rapportino  tra loro. Se ti ricordi parlai, a proposito dell’organizzazione del lavoro, del tailorismo e della teoria delle relazioni umane, laddove l’organizzazioni umane in realtà sono per lo più caotiche e confuse. Ma ora che abbiamo un pò più di tempo, posso chiarirti meglio il mio pensiero. Non preoccuparti, non ho intenzione di tenerti una conferenza, ma soltanto farti vedere come le nostre idee sono molto vicine. Quando ho approfondito un pò l’argomento mi sono accorto che sia la cattiva organizzazone del lavoro, sia le incomprensioni e le risse che avvengono nel mondo della politica o nei rapporti tra uomo e donna, derivano tutte dalle stesse cause, numerose e ricorrenti, che impediscono letteralmente che si crei tra gli esseri umani un comune modo di sentire e di agire.  Da queste poche osservazioni ti puoi rendere conto come la situazione sia apparentemente molto complessa, ma che in effetti tutti i contrasti si riducano sempre a conflitti dovuti all’egoismo, all’ignoranza ed alle diverse condizioni economiche e sociali dei soggetti che interagiscono. Gli uomini e le donne quindi, per tornare ai nostri comuni interessi, si potranno capire meglio se saranno in grado di capire ed esorcizzare tutti i tabù, i gap generazionali e simili, le idee fritte e rifritte, ecc che ci siamo creati: ti sembra giusta come impostazione?”

Rispose Cinzia: “Si, mi sembra giusta, però sinceramente non mi sento troppo in vena di fare approfondimenti teorici, perchè in questo momento sono presa da cose più personali e, ti dico il mio stato d’animo, mi sentirei più di baciarti per farti sentire come ti sono riconoscente per l’aiuto che mi dai, invece di parlare di problemi della società. Solo che vorrei essere sicura che lo stesso trasporto io potessi sentirlo quando mi trovo con Riccardo. Perchè, e forse è questo il mio problema, quando mi sono trovata con lui. mi sono sentita un pò intimorita, forse perchè lo percepisco sì come un amico, ma un pò autorevole, come quando mi diceva di stringere un pò di più il vento o di lascare la randa, non so se ti possa essere chiaro…”

“Ma questo è bellissimo, ora si che ti capisco un pò meglio. Quando parli in modo così immediato, sento di poter abbandonare i miei discorsi un pò teorici. Mi fai venire in mente che la chiave di tutti i discorsi sono i sentimenti, non la teoria e che quello che ti sta succedendo è la cosa più bella che ti potesse capitare. Mi fai capire anche che innamorarsi è l’unica cosa che ci può dare la vera felicità, perchè ci sentiamo pieni di affetto e di gioia vero la persona amata ma anche verso tutto ciò che ci circonda. Non lasciare quindi che la tua gioia sia offuscata da qualche timore passeggero: ricordati solo quello che ti ho detto, cioè di guardare solo in te stessa se si senti felice. Per tutte le chiacchiere che ti ho detto prima, sinceramente mi sento ora di dirti che in fondo le uniche cose che contano al mondo sono la ricerca della felicità e l’amore, che ci fa scoprire le cose che veramente vogliamo.”

Cinzia. “Si forse hai ragione. Ora mi pare di potermi abbandonare con più serenità ai miei sentimenti, senza preoccuparmi di altro. Spero anche che tu sia felice come lo sono io in questo momento. A proposito, cosa stai facendo in questo periodo?”  

 Marco. ” Molte cose: è un periodo di grande attività per me, sia come studio, che come lavoro: mi hanno  dato da fare delle ricerche, ma te ne parlerò magari un’altra volta. Per ora ti voglio dire ancora che sono contento per te e per Riccardo e che se hai bisogno di qualsiasi aiuto ricordati che io sarò sempre presente per te.

 Si salutarono così come vecchi amici, anche se in effetti non era poi molto che si erano conosciuti, ma l’affetto e la fiducia che provavano reciprocamente dava loro la sensazione che si fossero conosciuti da sempre. Marco tuttavia appena ebbe lasciato Cinzia, si sentì come stravolto da sentimenti contrastanti. Sentiva di amarla e di desiderarla come non mai, ma nello stesso tempo giurò a se stesso che sarebbe stato sempre leale con lei e con Riccardo. Sentiva però la dolcezza con la quale lei gli aveva detto che avrebbe desiderato di baciarlo e non poteva nascondersi il dubbio che Cinzia con il suo temperamento generoso certamente era innamorata di Riccardo ma forse poteva sentirsi anche un pò innamorata di lui. SI diceva però che a maggior ragione doveva essere fermo nella sua decisione di assoluta lealtà e quindi che, per garantirsi contro ogni ripensamento, avrebbe fatto bene a rinunciare a rivederla. Sentiva però che tale rinuncia gli sarebbe costata molto.

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