Capitolo 3
L’AMORE ADULTO:
sposati o conviventi

Posted by in IL CANTO DELLE SIRENE

Circa un anno dopo Cinzia gli telefonò per dirgli che era andato tutto bene con Riccardo, che anzi ora vivevano insieme perchè Riccardo  aveva poi accettato quell’incarico di istruttore di vela al lago Trasimeno e quindi avevano una sufficiente indipendenza economica. Gli disse pure che entrambi sarebbero stati felici se avessero potuto vedersi tutti e tre in un fine settimana, cosa che poi avvenne, con grande gioia e allegria di tutti.

In quell’occasione Marco ebbe la possibilità di vedere che Cinzia e Riccardo formavano una bella coppia, affiatata e felice. Riccardo, in particolare, si mostrò un compagno ancora più generoso e gentile del solito, col suo fare esuberante e pieno di premure. Però non furono in grado di fare qualche progetto in comune, perchè era un periodo in cui Riccardo era troppo preso da mille impegni, tra la famiglia, I suoi corsi di vela e certe sue gare di altura, di cui parlava diffusamente. 

Seguirono anni sereni per Cinzia e Riccardo, i quali dopo qualche anno di convivenza ebbero anche una bella bambina. Con Marco si sentirono qualche volta, ma passarono degli anni senza che si vedessero, perchè dopo di essersi laureato, Marco si era dedicato con maggiore impegno nella ricerca ed aveva avuto un incarico presso l’Università di Pisa. Comunque anche per Marco vi furono anni sereni, ma di forte impegno culturale e sociale e traversie varie. Continuò infatti le ricerche  anche presso alcune Università americane, dove ebbe la possibilità di studiare nuovi modelli di sviluppo e di aggregazione delle società. Si sposò anche, a Princeton con una collega ricercatrice e trascorse colà diversi anni con la giovane moglie Elisabeth e con un figlio, Mario, che era venuto ad allietare la sua nuova famiglia.

L’incontro tra Marco ed Elisabeth era stato molto semplice e bello, senza nessuna complicazione. Lei era una ricercatrice americana, di carattere aperto e schietto come la gran parte delle americane. Lavorava nello stesso istituto in cui lavorava Marco e questa situazione favorì molto l’incontro tra I due, visto che Marco con la sua riservatezza ben difficilmente avrebbe fatto amicizia con una ragazza che non facesse parte del suo gruppo di amici o di colleghi di lavoro. I due ragazzi si erano piaciuti subito.  Avevano gli stessi interessi e partecipavano ad un gruppo di lavoro che li teneva impegnati a collaborare per lo stesso progetto. La loro vita si svolgeva quindi serenamente, impegnata nello studio e nel lavoro (che si svolgevano quasi interamente nei campus universitari), nonchè in brevi vacanze spese per lo più a visitare I numerosi parchi americani. 

Purtroppo la vita di Marco fu amareggiata presto da una pesante prova: gli morì infatti la giovane moglie per una malattia grave ed improvvisa, lasciandolo quando il figlio aveva compiuto soltanto 13 anni di età. Dopo di questa grave perdita Marco rimase ancora un paio di anni in America, i più amari e travagliati che avesse mai vissuto, dopo di che ritornò con il figlio a Pisa, per fargli frequentare le scuole superiori in italia. Così ebbe modo di riprendere anche il suo incarico di ricercatore presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università e si diede a pubblicare diversi lavori utilizzando anche le nuove esperienze maturate presso le Università americane.

A Pisa ritrovò quindi finalmente un pò di pace e di tranquillità,  da solo ma con un figlio abbastanza giovane, grazie al suo impegno di lavoro e all’aiuto di amici e di colleghi di lavoro. Ma ormai il giovane Mario era arrivato vicino ai 15 anni e quindi era in grado di dare meno preoccupazioni al padre, anzi gli faceva spesso compagnia, seguendolo dappertutto. Gli era inoltre di grande conforto per la sua disponibilità ad assumersi le sue piccole responsabilità e per il suo carattere sereno e allegro.      

Marco tuttavia, appena fu un pò più sereno, sentì il bisogno di rimettersi in comunicazione con Cinzia e con Riccardo. Rispose soltanto Cinzia, che pur felicissima di risentire la sua voce, gli disse che si era separata da Riccardo, in quanto gli impegni di lavoro di lui lo avevano obbligato spesso a restare lunghi periodi sul lago Trasimeno. Vivendo quindi praticamente distanti tra loro una buona parte dell’anno, ne erano nate delle incomprensioni abbastanza serie, tali da convincerli a separarsi, pur restando in buoni rapporti, come amici e persone responsabili, soprattutto  nei confronti della piccola Francesca, che aveva a quell’epoca quasi 14 anni.

 Essendosi comunque ritrovati, Cinzia e Marco decisero di rivedersi al più presto, Marco con una certa trepidazione per il fatto che non capiva se il suo affetto per Cinzia fosse ancora vivo e  Cinzia con la sua innata curiosità di vedere come il passare degli anni lo avesse maturato o trasformato.

 Quando si rividero però ebbero la sorpresa di vedere che nei circa 18 anni passati da quando si erano conosciuti non erano cambiati più di tanto. Cinzia aveva conservato il suo sorriso affascinante ed i suoi modi un pò amichevoli e misteriosi e Marco era il solito ragazzone bruno, sempre dedito a studi e discussioni impegnate, ma allo stesso tempo con modi di fare franchi e camerateschi.  Si abbracciarono con affetto e si abbandonarono subito ai loro ricordi ed ai racconti di tutto quello che gli era accaduto dopo la loro separazione. Dopo tanto parlare si ritrovarono la sera lungo i lungarni di Firenze, stanchi ma ancora desiderosi di scambiarsi le loro idee, estasiati di sentirsi di nuovo insieme.

Marco comunque nei rapporti con l’altro sesso era rimasto piuttosto riservato ed anche adesso che aveva rivisto Cinzia e sapeva che era libera da impegni,  pur sapendo di volerle bene come prima non se la sentiva di telefonarle spesso, in quanto gli sembrava di invadere la sua intimità. Ma con sua sorpresa, qualche giorno dopo, mentre era ancora dubbioso se telefonare o no, si sentì chiamare di sera ed era Cinzia, che gli disse: “Scusa se ti tisturbo, ma sento il bisogno di confidarmi con te visto che Francesca, mia figlia, da ieri non fa che piangere perchè il suo ragazzo l’ha lasciata. Io ho tentato di confortarla, ma stranamente ho capito di non avere buoni argomenti per tirarla su e quindi ho pensato che parlandone possiamo cercare che cosa potrebbe darle un pò di pace o qualche motivo di speranza ma, a dire la verità, non ho capito se si tratta di un bisticcio tra innamorati o un litigio serio dovuto a differenze di carattere. Non conosco il ragazzo se non di vista, mi è sembrato una persona seria, ma oltre al fatto che fa parte del gruppo di amici di Francesca e fa il liceo non posso dire di saperne di più.”

“Senti, ti ringrazio per la fiducia che mi dimostri, ma mi pare che non sia necessario saperne di più sui motivi che possano avere determinato questa crisi, perchè certamente le incomprensioni nascono dal tipo di rapporto che tua figlia ed il suo ragazzo sono riusciti a creare tra loro e quindi i veri motivi del dissenso possono derivare dal venir meno della fiducia o dell’attrazione tra i due e questo non lo potremo mai capire, anche a far loro mille domande. Vorrei chiederti però di lasciarmi un minimo di tempo per pensarci su, per vedere se mi riesce di trovare qualche suggerimento che sia per lo meno un pò utile o almeno non controproducente.” Al che Cinzia lo aveva ringraziato e si erano salutati, con l’intesa di sentirsi presto.

Marco veramente si riteneva la persona meno adatta a risolvere problemi del genere. Ritelefonò quindi a Cinzia e le disse che ci aveva pensato, come promesso, e che la sua limitata esperienza gli suggeriva che poteva essere utile far capire alla ragazza che l’amore, come le altre cose della vita, non aveva sempre una durata illimitata, come si crede quando si è felici. e quindi poteva finire, specie se non è basato su sentimenti comuni.

“Comunque adesso voglio riflettere un pò” gli rispose Cinzia “ma credo che parlerò a Francesca del fatto che bisogna accettare il bene ed il male nella vita come qualcosa che non si può evitare, come suggerisci tu, perchè i ragazzi sono abbastanza pratici oggigiorno e non si accontentano più di belle parole, che definiscono prediche e del resto è meglio così perchè sono convinta anch’io che in questo modo abbandonano l’idea che tutto quello che gli capiti debba sempre essere meraviglioso e così maturano un pò. Non mi sbagliavo comunque quando ho immaginato che saresti stato in grado di aiutarmi in questa crisi.”

Dopo qualche giorno poi Cinzia ritelefonò a Marco per dirgli che quando aveva ripreso a parlare a sua figlia non c’era stato bisogno di usare molte parole perchè i ragazzi si erano già chiariti tra loro e quindi si era trattato solo di un malinteso tra innamorati. “Marco, aggiunse dopo, però questa cosa mi ha fatto capire che la mia situazione può influire sul comportamento di Francesca, voglio dire, non vorrei che il fatto di essere rimasta sola facesse sì che Francesca vivesse con una certa ansia il rapporto con questo ragazzo, cioè avesse continuamente il timore di perderlo. Lo credi possibile ?”

“Francamente non mi sento di dire nè sì nè no. Però al posto tuo sarei fiduciosa sul fatto che l’essersi riconciliati prontamente dimostra che tra loro ci sia dell’affetto sincero.

Cinzia quindi lo ringraziò ancora per I suoi consigli.

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