Capitolo 7
Nel vivo dei sentimenti e conclusione della prima ricerca

Posted by in IL CANTO DELLE SIRENE

La notte Marco non dormì che poche ore. Nel dormiveglia stendeva la braccia per sentire se alle volte Cinzia gli fosse accanto. L’indomani appena gli fu possibile si mise in macchina. Appena arrivato a casa di Cinzia si arrampicò fino all’attico dove l’amica abitava, in alto sull’Arno. Se la strinse tra le braccia e subito si calmò un pò. Non voleva spaventarla, ma solo farle sentire come gli era cara. Rimasero così delle ore a scambiarsi dei baci e dolci paroline e la sera si rifugiarono l’uno nelle braccia dell’altra e tra carezze e discorsi assonnati e incoerenti rimasero abbracciati tutta la notte.

La mattina, ancor assonnato, Marco svegliò Cinzia con un bacio mentre le diceva: “Vedi la superiorità di una morale libera anzichè religiosa? Se noi vivessimo in altri tempi io avrei dovuto prima contrattare con tuo padre per acquistarti e poi avrei dovuto fare un banchetto con tutta la tua tribù, mentre da soli ci siamo capiti e intesi subito senza tanti rituali”.

Ridendo rispose: “Non potevo immaginare che tu fossi tanto biricchino. Ma tu sei sempre così? Se lo avessi saputo prima, ti avrei detto subito che era necessario conoscerci meglio  e fare le cose con più giudizio”. .. e detto questo con gli occhi ancora chiusi, si riaddormentò.  Marco tornò poi alla sua casetta un pò trasognato ma con il forte sentimento di aver ritrovato l’amore nel senso più pieno e più dolce.

Poco dopo che era rientrato gli telefonò Mario per chiedergli se gli risultasse che la Francesca fosse fidanzata e che cosa volesse significare il fatto che nel salutarlo lei gli aveva chiesto: “ti farebbe piacere di rivedermi?”

E quando a sua volta Marco gli aveva chiesto “E tu cosa le hai detto?” Mario aveva risposto :”le ho detto si. Infatti mi è simpatica” .

Marco. “Ah ho capito. Ma a te, cosa ha detto in merito al suo fidanzamento?” 

Mario. “Mi ha detto che si vede con un ragazzo, ma che adesso è confusa, non sa cosa fare”.

Marco “Bé, mi pare di aver capito anche questo. Comunque di questo fidanzamento Cinzia mi aveva appena accennato tempo fa, ma non so altro. Quindi non credo di poterti essere utile.”

E invece la sera dopo Marco se lo vide arrivare a casa con l’aria un pò stralunata e appena entrato gli chiese: “ma tu dicevi ieri che hai capito perchè Francesca fosse confusa. Che cosa avevi capito?”

Marco. “Aspetta che mi raccapezzi: ti aveva detto che si vedeva con un ragazzo ma adesso era confusa. Mi  pare chiaro: ha detto che era confusa perchè adesso c’eri tu che le dicevi che ti avrebbe fatto piacere di rivederla, non è così?”

Mario. “A, si. Ma questo che vuol dire?

Marco. “Vuol dire molto o niente, a seconda di come avete detto queste frasi. Se erano frasi affettuose vuol dire che avete dell’interesse l’uno per l’altra e viceversa, se le avete dette in modo gentile, vuol dire che siete persone cortesi. Non ti pare?.

Mario. “Si, ma perchè era confusa?”.

Marco. “Ma. Questo forse dovresti chiederlo a Lei.  Forse lei ha capito che tu avevi dell’interesse per Lei e voleva da te qualche spiegazione su questo tuo interesse…”

Mario”Si, a questo ci ero arrivato, ma non so cosa fare. Tu non potresti….”

Marco. “No, no. In queste cose, credimi, i genitori non possono e non debbono fare nulla. Se la cosa ti interessa, sei tu che devi capire cosa fare. Noi potremmo solo fare confusione, intromettendoci tra i vostri rapporti. In definitiva si tratta soltanto di parlare tra di voi e di stabilire se vi volete vedere e in che modo. Non ti pare?”

Mario. “Questo si. Ma a me pare così difficile poterle parlare e chiederle un appuntamento…”

Marco. “Posso immaginarlo. Ma tu pensaci su. Magari fai passare qualche giorno e ti si chiariranno meglio le idee….”

Mario. “Si farò così. Come vanno le discussioni filosofiche tra te e Cinzia?”

Marco. “Abbastanza bene, direi. Adesso poi, devo riordinare gli appunti che avevo fatto e bisognerà che riveda quale altro punto dobbiamo discutere. Ma siamo a buon punto.

Si salutarono e Marco ebbe subito la sensazione che le cose si stavano complicando non poco. Per fortuna Mario abitava per conto suo e quindi non c’erano troppi pericoli che si creassero delle interferenze, ma per evitare eventuali altre complicazioni, ne parlò con Cinzia, la quale non ne fu molto sorpresa, ma pigliò la notizia con qualche risatina e con espressioni come: ma guarda cosa ti combina la piccola Francesca… ma certo, figurati, delle nostre cose non un parola. Adesso, poi che facciamo? Io vorrei rivederti presto, ma è meglio che facciamo passare un pò di giorni…”

Marco. “Si, certo. Ma a dirti la verità, a me scoccia un poco sia aspettare, sia che si possa creare una situazione di sotterfugi  tra noi ed i nostri figli….”

Cinzia. “Ma no. Non ci facciamo problemi, almeno per ora. Ma io credo poi che uno dei nostri compiti sia quello di far vivere i nostri figli nella serenità, senza procurare loro delle preoccupazioni inutili. Il nostro rapporto, che per noi è bellissimo, per loro può essere causa di preoccupazioni inutili e quindi è normale che non ne parliamo con loro, almeno per ora. Non ti pare?”

Marco. “Certo. Facciamo come dici. Cosa decidiamo, ci sentiamo tra quattro o cinque giorni?  Per me sarà pesante aspettare tanto tempo, ma…”

Cinzia. “Ti capisco, ma non si può fare diversamente.. Quindi va bene, facciamo così. Ti bacio.  Mi  telefoni tu?

Marco ripensandoci poi si convinse che comunque non era un problema morale, nè di correttezza. L’amore era veramente una cosa bellissima, ma alle volte doveva essere anche una cosa riservata, se si voleva conservarlo come un dolce segreto.

Si rividero qualche giorno dopo a Firenze come due ragazzi in vacanza, si abbracciarono ed andarono sulle colline vicino a Fiesole, dove Cinzia aveva una piccola casetta, che era stata dei suoi genitori e dove ogni tanto andava a passare qualche giorno in estate. Aveva tanto desiderio di rivederla, che non si stancava di sentirla parlare e di ascoltarla.

Finalmente ora aveva la possiblità di racccontarlr le mille ragioni per cui sentiva di amarla e le mille cose  che gli piacevano di lei. E ancora quanto aveva sofferto e atteso nell’amarla e desiderarla in silenzio per lunghi anni, per non turbare la sua serenità e quindi rischiare di perderla con delle dichiarazioni inopportune.

Dopo la passeggiata se ne tornarono nella casetta, dove Cinzia aveva abitato da bambina e ridiventò bambina con Marco quando ricordando I vecchi tempi ripresero a rifare I loro innocenti giochi d’amore e si raccontarono i sogni che facevano da ragazzi.

Sul tardi poi Cinzia tutta allegra al modo suo solito, gli parlava di Francesca, dicendogli che al principio la ragazza era molto curiosa di sentire da lei se Mario le avesse fatto una buona impressione e se le fosse sembrato un ragazzo simpatico, ma poi, visto che la madre diceva che si, era simpatico, ma senza troppo sbilanciarsi, aveva finito con il confessare che a lei era sembrato un ragazzo speciale e che aveva voglia di rivederlo e infine aveva confessato che si erano messi già d’accordo per rivedersi e quindi di sentirsi per telefono. Al che Marco confermò a Cinzia che anche Mario gli aveva detto qualche cosa del genere ed anzi gli aveva chiesto come fare per rivedere la ragazza (questo, forse, prima che Fancesca si fosse confidata con Cinzia), ma che lui avevo ritenuto di non consigliarlo su cosa fare, perchè le loro iniziative fossero il più spontanee e libere possibile, senza ovviamente ostacolarle.   

Cinzia forse si sarebbe aspettato un maggiore entusiasmo da parte del compagno ma Marco, nel dubbio che potesse essere considerato un pò orso, fu comunque subito d’accordo con lei di non influenzare  questa amicizia nata così spontaneamente tra i due ragazzi. Però riuscì subito a sorprenderla come potrebbe forse fare un orso di carattere gioviale, perchè le confessò che ero entusiasta di questa amicizia dei due ragazzi, perchè anche a lui Francesca era parsa una ragazza speciale e la vedeva molto bene assieme a Mario. Furono quindi facilmente d’accordo sul fatto che anche in futuro non avrebbero creato in favore dei ragazzi le occasioni per rivedersi per non influenzare neppure indirettamente le loro scelte. Ciò in base al principio che il rispetto della dignità (sia loro che dei figli) presupponeva che non si dovesse influenzare più di tanto le scelte dei propri cari, per lasciarli liberi di determinarsi secondo i propri desideri. E questo proprio nei casi in cui le scelte potrebbero avere una certa importanza, come appunto nei casi di scelta di un compagno, o di una carriera, ovviamente quando i figli fossero già in grado di scegliere da soli. 

“Ma”, gli chiese ad un certo punto Cinzia, “per quanto riguarda la scelta che Francesca deve fare negli studi?  Lei ora deve decidere, dopo la maturità, quale facoltà scegliere, oppure se iscriversi a un corso speciale di lingue o di giornalismo. Non ha ancora le idee chiare in proposito, salvo che non è portata per la matematica. In questo caso non ti sembrerebbe necessario darle una mano per chiarirle le idee? “

Marco. “Certo. Da ciò che dici tu sembra proprio che lei  non sia tanto in grado di valutare quale scelta possa fare. Io mi sentirei di consigliarti di parlare per intanto molto con Francesca, per capire meglio quali siano le sue inclinazioni ed anche le sue preferenze. Quindi se si senta portata per insegnare o per lavorare in un ufficio, se preferisca un lavoro tranquillo e vicino casa, oppure se preferisca una vita dinamica, che le permettesse di viaggiare e avere rapporti con persone di diversi paesi, e così via. Però nonostante che i tempi non consentano facilmente di potersi scegliere un lavoro, l’idea centrale per trovarsi un mestiere o una professione mi sembrerebbe quella di indirizzarsi sempre per un’attività che ci dia la possibilità di arricchire le nostre conoscenze ovvero di sviluppare la nostra personalità, oltre che apprendere una professione.  Un altro punto però potrebbe essere questo. Per un pò di tempo dovresti cercare di coinvolgere Riccardo in questo problema, sia perchè è un suo diritto essere partecipe delle scelte che riguardano sua figlia, sia perchè con la sua conoscenza del carattere di Francesca, nonchè di possibilità lavorative  diverse dal mondo rutinario della città, potrebbe avere idee più originali e concrete di quelle che possiamo avere noi, studiosi di letteratura e di programmi aziendali.”

“Io poi, se me lo chiedi, sarò ben lieto di aiutarti, perchè penso che parlando insieme delle prospettive che man mano potranno venire fuori, ci si chiariscano più facilmente le idee. Però, come per le faccende nei nostri due ragazzi, anche in questo caso non mi sembrerebbe troppo corretto partecipare direttamente a discussioni con i diretti interessati.” 

 Cinzia. “Vedo che la tua coscienza ti suggerisce sempre quale sia la strada più lineare per risolvere i nostri problemi, e che le tue scelte sono in tutto condivisibili, anche se al tempo stesso prevedono sempre un impegno molto limitato per te. Scherzi a parte, farò come dici e sentirò prima Francesca e poi Riccardo, per tempo, ma prima che si chiuda l’anno scolastico. Poi, se ti fa piacere, avremo tutto il tempo di parlarne e di consigliarci tra noi”.

Passarono poi il resto della giornata nella bella casetta di Cinzia parlando del più e del meno. In merito ai giovani  Cinzia, che si era assunta il compito di verificare se nell’ambito  delle scuole fosse stata fatta qualche ricerca sulle motivazioni allo studio ed alla ricerca, come pure qualche studio sui valori delle nuove generazioni, disse subito che nel mondo della scuola non risultava che fosse stata effettuata alcuna indagine sistematica. Inoltre, neppure nelle fonti moderne d’informazione, quali internet e simili, risultavano studi ed indagini approfondite, fatto salvo qualche articoletto pubblicato su qualche rivista, dal quale non si poteva ricavare alcun dato sicuro. Per cui, mancando alcun riferimento a ricerche  in merito, non si poteva sapere al momento se le idee espresse dagli autori rispecchiassero  effettivamente ciò che i giovani sentissero come propri valori. Diceva,  ad esempio, che  buona parte di questi articoli ripetono con monotonia le solite frasi fatte, secondo cui sembrerebbe che i giovani di oggi non abbiano più ideali perchè tutto oggigiorno è mercificato e cose del genere. “A me, diceva ancora Cinzia, non sembra che sia così, perchè  secondo la mia modesta esperienza, molti ragazzi e ragazze mostrano col loro comportamento a scuola di essere persone serie ed affidabili, di avere dell’amor proprio, di rispetto e di cameratismo nei confronti degli altri studenti e quindi di aver sviluppato nella loro coscienza alcuni valori fondamentali, quali la solidarietà, l’amicizia, la lealtà tra di loro ed anche fermezza di carattere e costanza nel portare a compimento il loro programma di studi. “Soltanto però, diceva dopo, a queste mie osservazioni non possiamo dare valore generale, non certo di più di quello che reputiamo di poter dare agli articoli comparsi su qualche giornale, perchè mancano autorevoli conferme quali ricerche, convegni e studi approfonditi in merito.”

Marco. “Allora, sai cosa facciamo? Restiamo con le nostre idee sul fatto che la nuova generazione sostanzialmente è seria e laboriosa, anche perchè non può essere catalogata con le lenti colorate che adoperano i pseudo artisti che appaiono in quasi tutte le televisioni, dove non si fa che parlare della necessità di autogratificarsi (e non si fa che mostrare divette,  ballerini e simili) e quando ci rivediamo torniamo a circoscrivere la nostra piccola indagine ai temi della coscienza e della morale, che formano tutt’uno con il discorso dei valori, da cui eravamo partiti.”

Qualche giorno dopo, quando si rividero, Marco riprese la conversazione al punto in cui l’avevano lasciata e diceva a Cinzia:

“A me sembra che a questo punto potremmo avere parecchi elementi in più per poter capire meglio che cosa intendiamo per comportamento morale delle persone e credo che questi concetti potranno esserci utili per capire meglio come comportarci in modo più civile ed etico noi stessi. Per renderci conto che questi non sono discorsi vuoti di contenuto e non attinenti alla realtà potremmo cominciare anche da noi stessi. Io per esempio potrei dire di te che prima di qualsiasi altro sentimento di affetto, hai dimostrato di avere dell’amicizia sincera per me (nata forse per un errore di valutazione sul mio carattere ?!!!.)  Il tuo comportamento poi, da quando ci siamo conosciuti, mostra chiaramente che all’amicizia sono uniti anche la lealtà, il cameratismo, la sincerità e la disponibilità, valori con i quali tu manifesti chiaramente il desiderio di volere essere partecipe ad un progetto che ci ha interessato entrambi sin dal principio. Non ti pare? Quindi amicizia, lealtà, cameratismo, sincerità e disponibilità non sono soltanto manifestazioni di una buona disposizione d’animo, ma sono valori reali, che non è facile simulare, proprio perchè sono spontanei e manifestati nel corso di una serie di vicende, che abbiamo vissute insieme. Perciò ritengo a buon diritto di poter dire che sono valori tuoi propri, che fanno parte della tua personalità. E certamente non sono i soli valori che sono messi in mostra nel tuo comportamento. Potrei parlare ancora della costanza e della pazienza con cui hai seguito i miei discorsi alle volte un pò strampalati, della semplicità con cui manifesti le tue idee più profonde, senza avere l’aria della maestrina che si spiega a degli studenti zucconi. Potrei parlare anche più di un ora di queste doti che hai mostrato, riferendoli a singoli episodi in cui abbiamo fatto e detto questo e quello, ma credo di averti chiarito che considero i valori come qualcosa di reale, di concreto, come il carattere e la fisionomia della persona che li esprime.”

Cinzia. “Si. Credo che hai reso bene il concetto del valore (?) dei valori,  anche se non mi sembra proprio che mi appartengano tutti quelli che mi attribuisci. Ma cosa possiamo dedurre dall’esistenza di una molteplicità di valori? Io a mia volta ho notato più volte che oltre a quelli che tu hai citato, ne esistono sicuramente altri, quali la tolleranza, la generosità, la fedeltà, la creatività, la spontaneità, il coraggio, la semplicità e chissà quantI altrI che possono caratterizzare la personalità degli individui. Ma, in ogni caso, in che rapporto stanno con il concetto di moralità?”

Marco. “Forse, Cinzia, vuoi dire che non tutti i valori che abbiamo citato rientrano nel concetto di moralità ? Potrebbe darsi che non tutti i predetti valori abbiano attinenza stretta con la coscienza e che siano invece più attinenti al carattere ed alle doti della persona, in senso lato. Ad esempio il coraggio, la precisione, la tempestività, non mi sembra che derivino dai sentimenti ma dal carattere della persona”. Se volevi sottintendere questa distinzione, sono d’acccordo con te. Comunque, però, per trarre le somme da tutto quanto fin qui abbiamo discusso, mi sembra che finalmente a questo punto potrei tentare di darti la mia personale definizione sui valori e sulla morale, che è all’incirca la seguente: “la morale consiste in quel comportamento etico che la coscienza ci suggerisce di adottare, sulla base dei valori che abbiamo assimilati.”  Ti sembra una definizione precisa e concreta?”

Cinzia. “Si. Concreta ed anche bella e concisa… ma non mi soddisfa del tutto. Mi sembra troppo incisiva e quindi non abbastanza esplicativa. Io sarei più per una definizione che facesse riferimento alla dignità umana, come avevamo cominciato a intravvedere verso l’inizio delle nostre discussioni.”

Marco. “A, è vero. Allora, quale potrebbe essere una definizione più completa?”

Al che Cinzia, con sorprendente capacità di sintesi, dopo breve pausa e riflessione aveva riassunto così tutta la serie di proposizioni che avevano elaborato nelle loro lunghe discussioni: “la morale che di fatto è praticata e che quindi è una realtà viva nelle nostre società,  potrebbe essere definita l’insieme dei comportamenti etici suggeritici dalla nostra coscienza in base ai valori che abbiamo assimilato, che rispettino e manifestino la dignità della persona umana”.

Marco. “Brava! Complimenti per la tua chiarezza e capacità di sintesi. Credo che non ci sarei arrivato neppure pensandoci un mese intero. Tanto per dire anche la mia, forse si potrebbe rendere questa massima in modo più impersonale in questo modo: “La morale è l’insieme dei comportamenti, suggeriti dalla coscienza in base ai valori etici assimilati, che manifestino e rispettino la dignità umana.”

Cinzia. “Certo, benissimo anche così. Mi sembra che queste definizioni, un pò più esplicative, come dicevamo prima, comprendano ed illustrino abbastanza bene il concetto di morale nella sua portata e nel suo intero significato. Mi sembra pure che queste definizioni non pregiudichino o impediscano in qualche modo la possibilità di essere ulteriormente modificate o integrate con qualche altra proposizione che ne migliori e renda ancora più completo il contenuto. Ma credo che per noi  possano bastare, non ti pare?”

Marco. “Si, sono felicissimo dei nostri risultati. Credo proprio che in questo modo possiamo dire di avere concluso almeno la prima parte del nostro cammino sulla riscoperta dei nostri sentimenti e sul modo di esprimerli. Ed il modo migliore per esprimerli per adesso mi sembrerebbe quello di baciarti e di festeggiare insieme questo momento..“ 

Si abbandonarono quindi ad un lungo abbraccio, in cui si distinguevano appena dolci paroline, sospiri e frasi incoerenti, frammezzate a carezze ed a baci prolungati, come nei sogni più dolci che avessero mai sognato.

Cinzia. ………..”Non so se sono riuscita a seguirti bene. Tu quindi suggerisci di verificare quali possano essere gli effetti positivi del comportamento morale?”

Marco. “Qualcosa di simile. Non sono tanto convinto che si possa capire e quindi verificare quali possano essere le conseguenze positive delle scelte fatte con spirito di collaborazione o di amicizia (o anche di impegno, ad esempio, rispetto ad un compito gravoso), queste cose non mi sono molto comprensibili lo confesso, perciò forse non sono stato troppo chiaro. Ma l’idea centrale sarebbe proprio quella di verificare se veramente il comportamento etico possa arrecare reali benefici per le persone e per la collettività. Che ne dici?”

Cinzia. “Detta così, questa nuova ricerca mi lascia un pò perplessa, perchè non saprei da dove cominciare. Comunque l’argomento è sicuramente interessante e quindi se ritieni di poterlo sviluppare, ne possiamo parlare.”

 Marco. “Sono contento che tu ti renda disponibile per nuove ricerche e nuove chiacchierate.  Per ora comunque abbiamo già lavorato abbastanza e quindi ci meritiamo un pò di vacanza. Che ne dici di una cenetta in un bel posticino?

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