Capitolo 10
Ricerca della felicità o della serenità ?

Posted by in IL CANTO DELLE SIRENE

Quando, il mattino dopo, erano sulla spiaggia di Chiaia di Luna gli diceva Cinzia: “Ma non dovevamo parlare della felicità o, come tu preferisci, della serenità? Ormai siamo qui da cinque giorni e non vi abbiamo neanche  accennato. Non abbiamo nè appunti, nè documenti e quindi non sappiamo neppure da che parte cominciare.”

Marco. “Ma io credo che la serenità bisogna viverla, anzichè parlarne e, per qualche giorno credo che facciamo bene ad ascoltare cosa ci dicono della serenità la brezza del vento ed il dolce sciabordio delle onde che si frangono sugli scogli e sui bordi delle barche ormeggiate a riva. Quando poi a questi suoni si uniranno le voci in lontananza dei bimbi che si rincorrono sulla sabbia e si chiamano tra loro, tu,  se ti farai cullare dal tepore del sole e da questi suoni con gli occhi chiusi ed un pò assopita potrai sentire le voci ed i suoni che ascoltavi quando eri bambina  e potrai anche sentire che c’è una continuità di vita e di gioia tra il passato, il presente ed il futuro, quando i nostri ragazzi ed i loro figliolini giocheranno con loro sulla spiaggia e con essi tanti altri ragazzi e tanti bambini, in una continuità senza fine. 

 Quando la sera tu sarai tanto  stanca, sul letto o in poltrona, ed io ti leggerò un romanzo di avventure e tu ti addormenterai e poi sveglierai e poi ti riaddormenterai, nel dormiveglia ti sembrerà di essere tornata piccina e di sentire la voce dei tuoi cari che ti leggevano le fiabe di Cenerentola o di Cappuccetto Rosso.  Ecco,  tutto questo per me può significare serenità di vita, ma credo che sia preferibile parlare di fatti, di episodi e non di definizioni, come invece necessariamente abbiamo dovuto fare per i principi etici e per i valori.  Non ti sembra meglio? “

Cinzia. “Forse si. Tutto ciò che è vita vissuta si capisce e si segue con più facilità. Ma come faremo poi a collegare questi stati d’animo o eventuali episodi che ci sono capitati ai principi etici, come ci eravamo detti?” 

Marco. “Credo di capire quello che vuoi dire. Io potrei descrivere tanti episodi di vita serena in cui le persone manifestano i loro migliori sentimenti, ma non per questo possiamo dire che queste persone siano veramente buone e cortesi e che quindi siano portatrici di particolari valori di altruismo o di generosità. Potrebbe darsi, ad esempio, che si mostrino cortesi  soltanto perchè  vogliano convincere l’interlocutore a concludere un contratto e quindi agiscano soltanto per il solito fine di lucro e non di amicizia. Allora bisogna che ricorriamo al nostro ultimo Autore, C. Rogers, come ci eravamo ripromessi. Cosa ci dice il nostro Autore?  Una persona non ha poi bisogno di tante cose, per sentirsi felice, ma di alcune cose essenziali. Ha bisogno ad esempio di sentirsi accettato ed amato non solo dalle figure significative della sua vita, ma anche da se stesso. Ora, secondo te, che cosa possiamo dedurre da questa profonda intuizione?”

Cinzia. “Ma. Mi pare che secondo il Rogers l’essere umano ha bisogno dell’affetto sia delle figure essenziali della sua vita, cioè dei suoi genitori o di chi l’ha allevato, del suo compagno o compagna e dei suoi figli, se ne ha, ma gli è necessaria anche una certa stima di se stesso.”

Marco.  “Benissimo. Quindi ne deduci che se gli manca l’affetto o dei genitori o del compagno, ecc. non può essere felice o almeno interamente felice e questo può essere chiaro e plausibile, ma ti chiedo: ma se lui stesso sa bene che ha rubato o imbrogliato il prossimo per arricchirsi, o ha mentito, trafficato, millantato titoli inesistenti per assumere posizioni di potere, può avere una certa stima di se stesso? “

Cinzia. “Al momento non saprei cosa risponderti perchè ho bisogno di pensarci un pò.”

Marco. “In effetti anch’io non ho idee precise in merito alla psicologia del mariuolo e quindi sarebbe meglio che ci  concedessimo un giorno o due di riposo, anche perchè per capire se una persona si sente a posto con la coscienza credo che le analisi siano veramente delicate, in quanto si ha a che fare con persone differenti tra loro, a seconda del vissuto di ciascuna. Quindi dovremmo  concederci quanto meno la possibilità di riflettere un pò a fondo la questione.” 

Il giorno dopo, seduti nel tardo pomeriggio su una panchina di fronte al porto di Ponza: “Marco, hai pensato al problema del mariuolo? Io ho pensato questo: bisognerebbe capire su che cosa poi si fondi la stima o l’amore che il mariuolo potrebbe avere per se stesso. Se il mariuolo o l’imbroglione è contento di se stesso perchè sa di essere stato capace di rubare o di imbrogliare, si dovrebbe pensare che potrebbe essere anche abbastanza felice ma non  interamente tranquillo, perchè dovrebbe sempre avere il timore che le sue manovre potrebbero essere scoperte. Per chi invece senta che la sua coscienza sia sempre li a rimproverarlo per le sue azioni, per le ragioni appena dette non dovrebbe essere nè felice nè tranquillo. Io quindi concluderei questo strano ragionamento con la convinzione che alle volte a far male o ad esagerare si può essere anche relativamente felici ma non sereni. E credo che la stessa cosa si possa dire anche riguardo all’operato di alcune “presunte” grosse personalità del mondo degli affari, della politica ed anche della cultura. Ed è per questa ragione che sia nel campo dell’onestà che degli affetti, come pure del benessere, della posizione sociale o del tipo di vita scelto o da scegliere io preferisco di gran lunga la serenità alla chimera della felicità.” 

Marco. “Mia dolce Cinzia qui ti sei superata. Mi pare che tu abbia risolto con una sola risposta buona parte dei nostri problemi. Hai ribadito con un esempio concreto la tua preferenza, che è anche la mia, per la serenità sulla felicità, quanto meno per la maggiore aderenza alla realtà e per la tranquillità di vita che assicura. Al tempo stesso hai aderito in pieno a quanto intuito dal Rogers sull’importanza di un valore essenziale per il benessere dell’individuo, quello dell’affetto sia da parte delle figure importanti che dell’affetto-stima per se stessi e in questo modo hai evidenziato chiaramente che la presenza di questi valori, l’accettazione e l’amore da parte dei congiunti e/o delle figure di riferimento sono elementi essenziali per il benessere delle persone, cioè per la loro serenità. Io quindi riterrei se non provato, per lo meno che sia ragionevole ritenere l’affetto e la stima dei congiunti, insieme all’autostima, elementi essenziali per garantire la serenità di vita. Come pure, riterrei che anche altri valori e legami non altrettanto forti, come l’amicizia stretta di persone serie e fidate, la solidarietà e la stima di compagni di lavoro,  l’impegno prestato in attività utili per la collettività e tutte la azioni positive messe in atto per spirito umanitario dovrebbero rafforzare la buona opinione che abbiamo di noi stessi e nello stesso tempo darci una maggiore serenità e gioia di vivere.”

Cinzia. “Quindi tu sostieni che la serenità non si acquista seguendo una serie di regolette di condotta, ma come conseguenza di un modo di essere, di una maturità conquistata nel tempo e basata principalmente sulla simpatia e sull’affetto che le persone riescano a suscitare intorno a sè,  per le loro doti umane di generosità e di altruismo?

Avvenne poi che andando in giro per l’isola per lo più a piedi e visitando le spiagge solitarie a cui si può accedere soltanto con le barche dei pescatori e delle piccole società di diporto Marco e Cinzia finirono col conoscere parecchi turisti. In particolare fecero conoscenza con una coppia di coniugi, ancora giovani, che venivano da Latina e passavano spesso brevi periodi di riposo a Ponza.  Questi simpatici conoscenti conoscevano i posticini più segreti dell’isola e le piccole trattorie dove si trovava del pesce  fresco ed  a buon mercato, nonche’ gestori cortesi e alla mano, per lo più ex pescatori.   Una volta che si trovarono a mangiare insieme, Giorgio, il marito, disse di avere fatto diversi mestieri: era stato anche lui pescatore e uomo di mare, imbarcato su navi mercantili  e da diporto, ma da ultimo lavorava presso una ditta di articoli nautici di Latina, mentre la moglie, Annalisa, aveva lavorato nella ditta del padre ed ora si occupava soltanto della famiglia, perchè oltre ad occuparsi della casa che aveva in comune con i genitori, doveva  accudire anche i suoi tre figli.

Un’altra volta Marco e Cinzia li incontrarono, Annalisa e Giorgio, I nuovi conoscenti, mentre andavano a comprare qualche ricordino da portare ai figli ed ai parenti.  Si meravigliarono dei prezzi contenuti che avevano sia i generi alimentari  che gli oggetti di uso comune, quali orologi, stoviglie, soprammobili, borse, camicie, scarpe, ecc, sia anche i simpatici ricordini dell’isola, quali paesaggi o oggetti in ceramica. Annalisa e Giorgio chiarirono che i prezzi sull’isola si mantanevano abbastanza contenuti perchè si era in un periodo di inizio estate e quindi c’erano pochi turisti, laddove a Latina le stesse cose, in quel periodo, costavano parecchio di più.

Più tardi poi, mentre mangiavano un boccone insieme, si finì col parlare del rincaro generale che avevano subito i generi alimentari a causa della crisi economica che aveva investito il paese, e Giorgio, che mentalmente Marco accostava all’immagine di un corsaro, perchè aveva un aspetto ardito di vecchio lupo di mare, se la pigliava con gli sfruttatori che a suo dire aumentavano dolosamente i prezzi, approfittando dell’aumento del costo della benzina, e tra l’altro anche il prezzo del pescato, su cui la benzina non incideva per nulla , visto che i pescherecci vanno col petrolio greggio, che non era affatto rincarato. Marco, a mo di predicatore della domenica, cominciò a dire che a quanto pare anche nel giro dei pescatori si era diffusa la mentalità affaristica dei tempi, ma Giorgio ribatteva che a sua memoria, cioè  quando da ragazzo aveva cominciato a lavorare con i pescatori, quest’ultimi si dovevano contentare di poco, ma quelli a cui erano obbligati a consegnare il pescato per pochi soldi, facevano i prezzi che volevano e tra loro e le pescherie si dividevano i veri guadagni.  Diceva pure che i pescatori  erano costretti, per arrotondare un pò, a pescare uno o due giorni la settimana per conto proprio, per andare poi a vendere un pò di pesce con delle sporte casa per casa.

Il discorso poi si era spostato sui temi delle vacanze e del costo della vita e Cinzia diceva che a causa dell’aumento dei costi era preferibile fare delle vacanze brevi, ma più attive e Annalisa, la moglie di Giorgio, sosteneva che forse, per chi aveva dei parenti in campagna, era meglio fare delle vacanze riposanti presso i parenti, perchè così si tornava a vivere come una volta, quando ci si aiutava tutti quanti a vendemmiare o a raccogliere le spighe di grano o a governare gli animali da cortile e ogni tanto si facevano anche dei picnic   rustici nei boschi o sulle colline nelle vicinanze. Qualche sera d’estate poi si organizzavano delle feste sull’aia, alle quali partecipava anche la gente del paese e dei cascinali sparsi per la campagna e si ballava e si beveva attorno al fuoco, ma il vero divertimento era seguire   gli sviluppi degli amori dei giovani presenti, dei quali si finiva col conoscere le vicende e quindi a prenderli in giro con motteggi di tutti I generi.    

Fu così che Cinzia e Marco ebbero modo di constatare ancora una volta che la gente semplice aveva conservato istintivamente un modo più facile per vivere serenamente, proprio perchè la propria educazione e le proprie esperienze di vita avevano consentito loro di conservare un rapporto più diretto con il territorio e con la gente che viveva ancora  vicino al mare o in campagna.  E Cinzia aveva concluso: “Hai quindi  notato che nei loro discorsi Giorgio ed Annalisa dicevano di apprezzare proprio le cose semplici e buone della vita e che era evidente la sincerità e la schiettezza con cui lo dicevano?. Ecco, io credo proprio che quelle persone potranno avere qualche dispiacere anche loro, ma non c’è dubbio che siano  normali e serene. Possiamo quindi concludere mi pare,  che i valori positivi di cui  abbiamo parlato danno proprio la possibilità a tutti coloro che si siano abituati a vivere con semplicità, quindi senza troppe fantasie e manie di grandezza, di essere sereni. Che ne dici?”

Marco. “Dico che ora che ci abbiamo riflettuto parecchio su, ne sono più convinto che mai.  Solo che mi sento come uno che sia stato fortunato, di conoscere te, che hai cambiato la mia vita e mi hai anche aiutato a realizzare un mio vecchio sogno, come pure sono contento di avere un figlio col quale ci si vuol bene e quindi di avere tutto quello che potrei desiderare. Penso quindi che il nostro impegno potrebbe essere quello di cercare di conservare il senso della misura e della serenità, insieme agli amici ed ai parenti, quanto meno per non diventare in futuro delle persone scontente e noiose.

La sera, poi, mentre il sole si abbassava sull’orizzonte e dappertutto si diffondeva la dolce malinconia del tramonto, sembrava a Cinzia e Marco che la loro ricerca, durata quasi un anno, stesse per finire, come stava per finire la loro breve vacanza. E Cinzia gli diceva che non era mai stata così contenta come negli ultimi mesi, ma che forse le sarebbe mancato un pò lo stimolo che le aveva dato l’impegno della ricerca. E questo mentre Marco, stringendola a sè le mormorava: “Provo anch’io una sensazione simile, ma sento anche il desiderio e lo stimolo di  continuare con te il viaggio in una dimensione nuova, questa volta fuori del nostro mondo e dei nostri problemi quotidiani. Ti posso solo dire al momento che si tratta di una ricerca in un campo vastissimo, praticamente senza confini. Proprio perchè debbo cercare di capire se questa nuova ricerca potrà avere dimensioni compatibili con le nostre forze, debbo studiare come circoscrivere un pò il campo di studio e di indagine, e tieni presente che ci sto pensando da tantissimo tempo. Spero quindi di poterti  dare un quadro più preciso di questo progetto tra qualche giorno, quando ci rivedremo. Certo che comporterà un notevole impegno, per leggere e studiare cose nuove, sempre però attinenti alla filosofia ed alla conoscenza e quindi dovrebbe anche interessarti molto. D’altra parte io credo che gli esseri umani dovrebbero sempre cercare d’impegnarsi in nuovi progetti, che mettano alla prova la loro capacità di costruire qualcosa di utile per sè e per gli altri, o quanto meno per conoscere cose nuove.”

Cinzia. “Vedo che riprendi a fare il misterioso.”

Marco. “Ma, credo che adesso non sia capace di nasconderti quello che penso di fare, perchè sento di parlare con te come se continuassi a parlare con me stesso, ma non con la parte di me che  ha dei dubbi tra una scelta e l’altra, perchè tu hai più fantasia ed inventiva e sai quali siano le cose da fare. Quindi il tuo assenso sui miei progetti mi è indispensabile, come mi è necessario l’arricchimento di idee e di valori che tu dai alle cose. Insomma, non mi è molto chiaro, ma mi pare che le stesse cose, dette da te, acquistino un contenuto di maggiore semplicità e bellezza. Vedi, per venire al progetto, questo riguarda sia i problemi  delicati dell’inquinamento globale della Terra, sia quali idee e programmi siano da appoggiare,  per creare una maggiore coscienza civica al riguardo, sia infine quali siano le prospettive concrete a cui andiamo incontro, noi ed i nostri figli e nipoti, tenendo conto  delle realtà,  delle nostre conoscenze e dell’arretratezza culturale e materiale di larghe parti  delle aree del nostro Pianeta.       

Cinzia. “Ah si, credo di capire ora i contenuti e la portata del tuo nuovo progetto, ma ovviamente non saprei da che parte possiamo cominciare. Ma so pure che sei modesto e che hai le idee chiare e quindi ho fiducia che qualche cosa di buono riusciremo a mettere in cantiere.”    

Marco. “Come ti dicevo prima, credo che possiamo dirci soddisfatti di quanto abbiamo fatto finora ed io per primo sono entusiasta di quanto tu sia stata in grado di fare. Comunque in questo nuovo progetto, tienilo presente ed anzi ricordamelo se me lo dimentico, il vero scopo dovrebbe essere quello di informarci e di aumentare la nostra conoscenza dei problemi ecologici del Pianeta, non di fare i propagandisti di teorie ecologiche e simili. Piuttosto,  e questo è il vero problema, per capire i problemi ecologici abbiamo bisogno di acquisire una conoscenza di base in materia di scienze naturali e problemi evolutivi, nonchè sulle leggi fisiche e chimiche che regolano la produzione e la trasformazione delle diverse forme di energia esistenti sul Pianeta. Infatti per capire qualcosa sui primi dissesti provocati dall’effetto serra, dal buco nell’ozono, dal surriscaldamento del Pianeta, ecc. , mi pare che quanto meno sarebbe utile avere delle nozioni più precise al riguardo, come pure del perchè da un’atmosfera irrespirabile, quale quella che esisteva sulla Terra nei primi milioni di anni dopo la sua prima formazione, si è passati a condizioni climatiche che hanno consentito la nascita e lo sviluppo della vita, iniziata a quanto pare circa tre miliardi di anni fa.

Così pure sarebbe necessario disporre di dati più precisi e quindi idee più chiare sul da farsi, visto che di volta in volta si è sentito parlare come cause dell’inquinamento, prima delle piogge acide provocate dagli idrocarburi, poi dei gas emessi dai frigoriferi, poi ancora degli scarichi delle centrali idroelettriche….

Comunque, si tratta ormai di problemi che dovrebero essere già abbastanza conosciuti, ma sui quali sembra ci sia il solito eccessivo riserbo a farli conoscere alla collettività nella loro necessaria chiarezza.”

 “Per ora, però, visto che la brezza della sera ormai ci avvolge e ci confonde le idee, possiamo cominciare con il brindare al successo di quanto già fatto, in vista di questa nuova avventura.”

Le ultime luci del giorno infatti ormai suggerivano di abbandonare i lidi del mare e di guadagnare il loro abituale rifugio notturno  per  ristorare lo spirito e le membra con un buon bicchiere di rosso e con una serena  nottata.

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