Capitolo 15
Nuovi orizzonti per un lungo viaggio

Posted by in IL CANTO DELLE SIRENE

Quando Riccardo e Federica decisero di vivere insieme a Firenze, dove a  Federica

era stata offerta la possibilità di fare l’istruttrice di nuoto presso il circolo nautico dove lavorava Riccardo, anche per Marco sorse il problema di lasciare a sua volta l’appartamento di Cinzia, per le stesse ragioni che li avevano consigliati di non mostrare ai loro figli che più che amici loro erano ormai una coppia di persone che si amavano e sentivano il bisogno di stare insieme. Marco comunque aveva avuto la fortuna che il suo vecchio appartamentino, situato nei pressi di quello di Cinzia, fosse rimasto sfitto nei pochi mesi in cui era durata la straordinaria avventura della riunione dei due amici con Cinzia.

La vita per tutti riprese quindi un pò come prima di questa avventura, con la sola differenza che alle volte si rivedevano la sera. Quasi sempre c’erano i tre amici, ma qualche volta poteva esserci anche Federica, che nonostante fosse più giovane si era affiatata con gli altri ed era stata accettata come vera amica. Quindi si sentiva perfettamente a suo agio con I vecchi lupi di mare, come scherzosamente li chiamava.      

Marco e Cinzia invece ripresero a vedersi quasi tutti i giorni, a seconda delle circostanze. Ricordarono così I loro discorsi che avevano interrotto e ripresero a parlare della felicità che credevano di aver trovata e poi in parte accantonata per obbedire ad un principio più profondo di solidarietà con un amico che non vedevano da tempo.  Allargando quindi la loro visuale anche alle vicende umane si dissero che come avevano già intuito in precedenza più che alla felicità gli esseri umani possono aspirare a diversi gradi di serenità e di pace. Questo perchè tutti ci prefiggiamo degli obiettivi, che quasi mai riusciamo a raggiungere pienamente. E ciò dipende dal fatto che forse noi siamo fatti in un certo modo per cui la nostra coscienza e la nostra volontà non ci consentono di superare I nostri limiti.  Si dissero quindi che nel loro caso non potevano essere capaci di vivere pienamente il più alto grado di amicizia, come avevano immaginato, e nello stesso tempo fare salvi il loro amore ed il loro bisogno di intimità. Una volta  rimasti soli e senza altre preoccupazioni, perchè coscienti di aver dato agli amici ed ai figli tutto l’affetto ed il tempo possibili, potettero finalmente  abbandonarsi interamente ai loro desideri più vivi e potettero vivere un lungo e sereno  periodo di unione e di gioia, come una seconda luna di miele  Andarono poi  qualche volta insieme a trovare i loro ragazzi a Barberino del Mugello e furono lieti di trovarli sempre  giovani ed innamorati come li avevano visti quando a Ponza facevano I loro progetti  per vivere insieme.

I ragazzi comunque li sorpresero con un nuovo loro progetto. Con I loro risparmi avevano messo da parte una discreta sommetta per comprare del terreno vicino alla loro casetta di campagna, perchè avevano l’intenzione di impiantare, lungo il pendio, una coltivazione di alberelli di ulivo e, più vicino a casa, una piccola vigna, ben esposta al sole. Non escludevano poi che, in futuro, potessero allevare anche qualche piccolo animale da cortile. I genitori furono subito molto contenti di questo progetto, anche perchè, dai loro discorsi capirono che I ragazzi avevano fatto delle conoscenze a Barberino ed avevano dei loro amici che avevano già fatto analoghe esperienze. Nel corso dei loro discorsi venne poi fuori il problema dei figli. Infatti Cinzia non potette fare a meno di pensare che allevare un proprio figliolino potesse essere la cosa più gratificante rispetto alle nuove prospettive di cui si parlava. E quindi chiese:  “Non sarebbe ora il tempo adatto per pensare di allevare anche uno o due figliolini che rendessero più completa la vostra vita?”  Ma evidentemente I ragazzi avevano già a lungo discusso su questa idea ed avevano pensato a tempi diversi per realizzare I loro desideri. Fu quindi Francesca a rispondere: “Certamente ci pensiamo, ma vorremmo che I nostri piccoli nascessero in un ambiente più ricco di vita e di attività, come si usava una volta”. E quindi Marco e Cinzia dovettero rassegnarsi ad aspettare ancora un pò per poter vedere e poter coccolare un loro nipotino. Ma, parlanda dopo tra loro, dovettero convenirre ancora una volta che I ragazzi  non mostravano di essere spinti dall’oppressione di dover fare le cose a rotta di collo, come spinti da una cieca necessità, ma mostravano di  essere ben consapevoli di poter scegliere I tempi ed I modi giusti per fare le loro scelte.

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