Capitolo 16
Nuovi viaggi

Posted by in IL CANTO DELLE SIRENE

Successivamente Marco si ricordò che erano ormai passsati vari anni da quando avevano progettato di fare una nuova ricerca riguardante I problemi di incremento demografico e di inquinamento progressivo del Pianeta. Ne avevano parlato negli ultimi giorni della loro gita a Ponza, però tale ricerca era ancora appena agli inizi: avevano infatti letto diversi libri, sia in merito alle ultime scoperte scientifiche, sia sulle ultime vedute degli scienziati in materia, ma ancora non avevano definito chiaramente il loro percorso ed i limiti della ricerca stessa.

Personalmente Marco era profondamente pessimista sul modo in cui la politica nel mondo trattava le questioni di equilibrio ambientale e temeva quindi che la diffidenza tra le varie nazioni, ovvero tra blocchi di nazioni che si fronteggiavano per ragioni storiche o ideologiche o culturali o razziali, come aveva impedito di seguire una seria e concorde politica in materia di sviluppo complessivo delle risorse economiche del pianeta, avrebbe continuato a sottovalutare l’importanza di una seria politica demografica e climatica, con le conseguenze che già al tempo presente erano sotto gli occhi di tutti.

Di questo non parlava mai con nessuno, neppure con Cinzia, per non rattristarla inutilmente. Ma quando qualche volta ascoltava la radio e sentiva, cambiando le stazioni, il soffio di decine e centinaia di voci, di sussurri che provenivano da tutto il mondo e avvertiva come un’onda continua di voglia di vivere, di comunicare, di sentirsi uniti, proveniente da tutte le direzioni, non si sentiva certo sereno, perchè pensava che questa umanità fosse in buona parte cosciente e fiduciosa, ma che ignarasse di essere affidata a persone che non sempre hanno il senso della responsabilità verso le collettività che amministrano, o, quanto meno, la competenza e la capacità necessarie per occuparsi dei destini delle popolazioni. Pensava tuttavia che non sarebbe stato male se un pò tutti fossero più informati e consapevoli della delicatezza degli equilibri che regolano il funzionamento del pianeta. Pensava pure che il nostro mondo avrebbe avuto maggiori probabilità di una lunga durata soltanto se per tempo tutti quanti riuscissimo a formarci una cultura più aggiornata ed a darci strutture più efficienti dirette a prevenire i disastri ambientali di ogni genere.  

Ma poi ripensava a quanto aveva fatto Cinzia per aiutarlo ed incoraggiarlo nelle loro ricerche, e soprattuttto a quanto hanno fatto e fanno concretamente migliaia di ricercatori e di volontari nel mondo  per migliorare le condizioni di vita dell’umanità. Sentiva allora che poteva riacquistare un pò di fiducia e di poter sperare nel futuro. Rimaneva quindi fiducioso sul fatto che la loro ricerca poteva continuare, in attesa di tempi migliori.

Contemporanemente alla ripresa delle loro ricerche, I vecchi e nuovi amici decisero di riprendere I loro viaggi per mare e nella successiva estate, progettarono di fare con la barca un lungo viaggio in Grecia, come per riattingere nuova forza e nuovo entusiasmo, andando alla riscoperta di quel mondo che aveva dato all’umanità il senso e la bellezza sia della vita che del pensiero moderno. Dopo grandi discussioni sui tanti progetti possibili, finirono con lo scegliere un programma di massima che offrisse loro la possibilità di ripercorrere la strada che portò le antiche popolazioni ellenistiche da un insieme di etnie diverse, ma di lingue e costumi protogreci, ad una confederazione di città satelliti, collegate da tradizioni millenarie, da proficui scambi commerciali e culturali  nonchè da una altissima cultura comune, propria di uno stato unitario.  Pensarono perciò di cominciare a visitare dapprima I centri dove si erano sviluppati I primi nuclei della cultura greca, come Creta, Santorino e Micene, per poi visitare I centri della cultura classica, e quindi Atene, Olimpia  e Delfi, ed infine le isole della bellezza e del sogno, Miconos, Rodi ed Itaca.    

 Questo viaggio,  nelle loro intenzioni, non doveva soltanto servire a cementare la loro amicizia in un clima di ricerca delle antiche leggende del Mediterraneo, ma rispondeva soprattutto ad un loro desiderio di vivere delle nuove esperienze  con uno spirito di maggiore libertà. Quanto meno poteva offrire loro la possibilità di aprirsi a nuovi interessi ed a nuove ricerche.

Questo viaggio in Grecia comunque restò un evento memorabile nella vita dei nostri moderni argonauti. Non riportarono in patria il vello d’oro, ma qualcosa di altrettanto prezioso: la visione struggente di un mondo classico ormai perduto per sempre, insieme alla visione altrettanto struggente dell’armonia creata da tante meravigliose coste semideserte e da tanti paesi bagnati dal mare ed inondati dalla luce.

Questa forte nostalgia del passato ed il forte senso di provvisorietà della vita presente fece sentire a ciascuno dei nostri argonauti il bisogno di fare qualcosa di più per sè stessi e per gli altri. Seguendo le inclinazioni del proprio temperamento ciascuno si impegnò un pò di più nelle scelte di vita che aveva concepito da giovane.

Riccardo e Federica progettarono a lungo di diversificare le loro attività, in modo da poter vivere, per lo meno durante la stagione calda, più all’aria aperta ed anche per promuovere per quanto stava in loro le attività sportive dei giovani  e dei meno govani. Pensarono dunque di metter su una scuola di vela per la navigazione di altura, tale da impegnare gli allievi, che fossero già dei velisti di media capacità, ad apprendere la più impegnativa navigazione d’altura, che comportava la vita a bordo giorno e notte e quindi l’uso delle carte nautiche, la capacità di fare il punto sulla posizione della barca in ogni momento, la capacità di traccciare una rotta corretta, l’uso della radio di bordo, e così via.

Cinzia e Marco dal canto loro si erano impegnati più concretamente nelle loro ricerche sui problemi dell’inquinamento globale e quindi concorsero a formare a Firenze un gruppo di discussione, composto da studiosi di vari campi, per fare il punto sulla situazione del Pianeta ed eventualmente per promuovere iniziative atte ad informare l’opinione pubblica dei pericoli che incombevano già a quei tempi. 

 Per quanto riguardava la loro vita privata, invece, pur essendo passato ormai tanto tempo dai giorni luminosi dei loro primi incontri e da ultimo del loro viaggio in Grecia, in loro rimaneva sempre vivo il desiderio di vedere e conoscere cose nuove, per capire sempre meglio se stessi e gli altri. Conservavano quindi tra loro la stessa curiosità e lo stesso interesse di quando si erano scambiati I primi baci, anche perchè erano rimasti sempre giovani dentro e anche desiderosi di vivere e di divertirsi. La loro scelta di vita comunque fu e rimase quella di preferire le avventure dello spirito rispetto ad una vita orientata sul successo economico e sociale. 

In quegli anni poi la loro esistenza fu arricchita anche dalle cose positive che avevano realizzato Francesca e Mario. Erano stati ultimati infatti I lavori per circondare la loro casetta con un uliveto sulla collinetta adiacente e con una piccola vigna sul retro dell’abitazione. Nello stesso tempo avevano anche avuto una bella bimba, Nicoletta, e Francesca era in attesa di averne un’altra, che doveva nascere a breve. Nel frattempo, avevano messo su un piccolo allevamento di conigli e anche di papere, visto che vicino casa avevano anche un piccolo stagno.

L’ultima volta che Cinzia e Marco erano stati a trovarli, Mario e Francesca  avevano poi detto che insieme agli amici che vivevano nei dintorni avevano pensato   di formare come una piccola comunità agricola, non per vendere dei prodotti, ma per mettere in comune per lo meno buona parte delle poche cose che producevano: loro il vino e l’olio, una famiglia di amici la frutta, una terza gli ortaggi ed una quarta il pecorino e la carne delle caprette. In questo modo avrebbero risparmiato qualcosa, per avere più mezzi per potersi permettere una famiglia più numerosa e felice. Cinzia e Marco quindi dovettero ancora una volta rallegrarsi tra loro, perchè constatavano che le buone idee che tanti anni prima avevano suggerito  ai loro figli continuavano a dare buoni frutti, alle volte anche insperati.  Il paradosso invece era nel fatto che Francesca e Mario avevano dimostrato di non avere alcun bisogno di conoscere tutti I problemi relativi ai valori ed alla coscienza, in quanto tali valori li vivevano senza neanche rendersene conto. serenamente e bene in mezzo allo splendore della campagna toscana.  Ritenevano piuttosto di essere persone molto concrete e ben inserite nel mondo moderno; al tempo stesso in cuor loro consideravano I genitori delle buone e care persone, ma con la testa un pò sulle nuvole e che quindi avevano bisogno di essere da loro aiutate a sopravvivere in un mondo divenuto più complesso e difficile. A causa di queste due diverse visioni I loro rapporti si svolgevano in un clima surreale, di affetto e di stima al tempo stesso, in cui ciascuno si sentiva in dovere di aiutare gli altri  senza però averne l’aria, convinti come erano tutti, che la loro amicizia ed il loro modo simpatico di stare insieme li avrebbe accompagnati per tantissimi anni sereni. 

FINE